Tappo antirabbocco, dichiarazione

Testo della dichiarazione, 

 

da inserire nei processi  verbali in caso di contestazione della violazione delle disposizioni dettate dalla legge 14 gennaio 2013, n.9  e s.m.

In qualità di rappresentante legale della ditta ……….. ( anche parte) il sottoscritto Sig. ….. dichiara quanto segue.

Le disposizioni della legge 14 gennaio 2013 n°9 e s.m. devono essere considerate inapplicabili.

Pur essendo decorso il termine del 22 novembre 2013, la legge è parimenti inapplicabile perché adottata prima che decorresse il periodo di sospensiva previsto dalla normativa comunitaria e perché, come chiaramente indicato nella nota del 22 febbraio 2013 della Commissione Europea, “ la violazione dell’obbligo relativo al rinvio dell’adozione ….. costituisce un vizio procedurale nell’adozione delle regolamentazioni tecniche in questione e rende tali regolamentazioni inapplicabili e non opponibili ai singoli “.

La Commissione Europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura “pilota“ contestando la violazione di numerosi regolamenti comunitari.

La parte chiede pertanto di soprassedere alla contestazione della violazione delle disposizioni di  cui alla predetta legge stante la loro palese inapplicabilità.

 Nell’ipotesi in cui, nonostante ciò, si intenda parimenti applicare le disposizioni di cui sopra, la parte osserva che, sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia, le norme della legge 14 gennaio 2013, n. 9 non sono opponibili ai terzi, quindi anche e soprattutto alle imprese confezionatrici di olio di oliva .

Inoltre, sempre sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia, la parte rileva che i danni che dovessero derivarle dall’applicazione di un provvedimento nazionale, quale la legge 9/2013, adottato in violazione alle norme di diritto comunitario, dovranno essere risarciti dallo stato membro che si è reso inadempiente rispetto agli obblighi discendenti dalla normativa comunitaria. Sullo stesso piano, anche i funzionari e gli agenti dello Stato che non rispettano le disposizioni di diritto comunitario applicabili, possono essere ritenuti responsabili dei danni determinati da tale loro contegno ai singoli e agli operatori.

Consegue a tutto ciò che ove si proceda alla contestazione della violazione delle disposizioni della legge 9/2013 e s.m. nonostante la sua inapplicabilità, la contestazione stessa ed ogni atto ad essa conseguente devono considerarsi illegittimi e lesivi dei diritti ed interessi dell’impresa che si riserva di tutelare tali diritti ed interessi in tutte le competenti ed opportune sedi amministrative e giudiziarie, nazionali e comunitarie; ciò anche per il risarcimento dei danni e di ogni conseguenza pregiudizievole patiti in dipendenza della contestazione e degli atti ad essa connessi o da essa derivati. 

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